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Unconventional Fit

Le scarpe da running sono una scelta molto importante per chi intraprende l’attività di corsa: anche nei corridori alle prime armi, che percorrono 15/20 km a settimana, l’impatto della calzatura non è trascurabile.

Un corridore amatore corre trai 500 e i 1000 km all’anno il che significa tra i 400.000 e 1.000.000 di passi dentro la propria calzatura.

Tra i tanti modelli disponibili sul mercato è fondamentale individuare quello in grado di adattarsi al meglio alle proprie caratteristiche ed al proprio modo di correre in modo da evitare spiacevoli disturbi legati al cattivo appoggio del piede.

Il seguente articolo vi aiuterà a districarvi tra la innumerevoli tipologie di calzature presenti sul mercato.

Le 7 categorie di scarpe da running

Esistono ben 7 categorie principali di scarpe da running:

1. Minimaliste A0

Scarpe estremamente leggere, generalmente pesano dai 150/300 gr e sono progettate per favorire il movimento naturale delle articolazioni del piede. Garantiscono una posizione biomeccanica ottimale  e contribuiscono al miglioramento dell’appoggio plantare . Hanno la suola molto sottile e generalmente molto poco ammortizzamento sia a livello del calcagno sia a livello dell’avampiede.

2. Superleggere A1

Pesano meno di 250 gr. e sono indicate per gare e allenamenti a ritmo sostenuto grazie alle doti di flessibilità e ritorno elastico. Consigliate per runner veloci e leggeri senza problemi di appoggio. Scarpe adatte ai più esperti e ai corridori di grande e velocità, su percorsi generalmente di breve distanza. Adatte anche a gare o lavori di velocità specifica eseguiti in pista.

3. Intermedie A2

Modelli di peso compreso tra 240 e 295 gr. che garantiscono in generale un buon livello di ammortizzamento. Utilizzabili in allenamenti veloci o in gare dal ritmo moderato, possono presentare leggeri stabilizzatori mediali per il controllo della pronazione.

4. Massimo ammortizzamento A3

Calzature dal peso che supera i 300 gr. in grado di offrire il massimo comfort grazie all’elevato potere ammortizzante. Molto diffuse come scarpe da allenamento, sono normalmente utilizzate da runner con appoggio neutro o supinato o da chi usa plantari personalizzati. Molto consigliate per distanze lunghe e percorsi asfaltati. Ideali per chi si avvicina alla corsa e vuole approcciare alle prime gare.

5. Stabili A4

Scarpe create appositamente per correggere i problemi di eccessiva pronazione, pesano generalmente oltre i 300 gr. e garantiscono ottime doti di sostegno, protezione e stabilità. Consigliate per pronatori e atleti pesanti. Ottime per le medie e lunghe distanze.

6. Trail Running A5

Scarpe di peso leggero, molto traspiranti e spesso impermeabili, con suole specifiche per affrontare tracciati sconnessi e di montagna, in grado di assorbire al meglio gli impatti con il terreno e garantire la massima tenuta in discesa e in frenata. La suola di norma molto sagomata o addirittura tassellata garantisce un ottima tenuta sia su sentieri in terra battuta sia su estremi percorsi rocciosi o ghiaiosi. Ideali per corse in montagna in qualsiasi condizione meteorologica.

7. Chiodate – Specialistiche A7

Questa categoria include i modelli da campestre e quelli utilizzati nelle diverse specialità su pista. Caratterizzati da volumi e pesi ridotti e da chiodi sull’avampiede (6mm; 9,5 mm, 12 mm) a seconda dell’utilizzo. Sempre a seconda dell’utilizzo specifico vi sono le chiodate per le gare campestri, adatte a percorsi veloci in prati o fango, quelle specifiche per le gare di velocità in pista (100m-200m-1500m) o per le gare di lancio del disco, martello, giavellotto.

Queste le varie modalità di scarpa legate soprattutto all’utilizzo che ciascuno ne deve fare, ora passiamo ai fattori determinanti che portano alla scelta migliore della nostra scarpa da running.

Come scegliere?

Per scegliere in modo consapevole bisogna necessariamente prendere in considerazione diversi aspetti.
Innanzitutto è bene ragionare sul proprio grado di allenamento e sui propri obiettivi per poter stimare una il numero medio di uscite settimanali e quindi di chilometraggio mensile. Chi esegue poche uscite con brevi distanze e non ha particolari problemi di appoggio potrà optare inizialmente per modelli più economici senza dover acquistare da subito un top di gamma.

Un altro aspetto da considerare è il terreno su cui ci si allena: pista, asfalto, sterrato, montagna, prati e fango sono superfici differenti che si addicono a calzature differenti. Il fondo su cui si corre sarà determinante per la scelta della suola che potrà essere tassellata, chiodata o semplicemente gommata.

Anche il peso del corridore è un fattore particolarmente importante da tenere in considerazione nella scelta della calzatura tecnica in quanto condiziona la scelta di robustezza dei materiali di costruzione e delle caratteristiche ammortizzanti

Ultimo, ma non meno importante, è anche la tipologia di appoggio durante la corsa che tratteremo più avanti.

Come è fatta una scarpa da running

Negli anni le aziende tecniche hanno fatto passi da gigante nello sviluppo di nuove tecnologie per garantire all’atleta il massimo del comfort. Le componenti fondamentali della scarpa da running sono oramai note.

Il cambiamento radicale è stato quello dei materiali impiegati per garantire il maggior comfort possibile e la massima resa in termini di elasticità, appoggio, durata e supporto. E’ importante dunque conoscere i vantaggi che ogni modello di scarpa può offrire.

Immagine da Asics.com

Sono 4 le parti che rivestono una notevole importanza:

  • la tomaia, che corrisponde alla parte esterna della scarpa, realizzata in materiale sintetico, ha la caratteristica di essere leggera, traspirante e robusta;
  • l’intersuola (midsole), ovvero la zona in cui vengono racchiusi il sistema di ammortizzamento posteriore ed anteriore ed il sistema di stabilità al centro della scarpa. Il materiale comunemente utilizzato per questa parte è l’EVA, abbinato e integrato ai sistemi brevettati dalle aziende. Qui le varie mescole, più o meno morbide, garantiscono il feeling con la scarpa;
  • il retro piede (Heel counter) , che avvolge il tallone e ne controlla il movimento, è realizzato in materiali estremamente resistenti e all’interno è rivestito da tessuti confortevoli;
  • il battistrada (outsole), ovvero la parte che appoggia sul terreno, ha lo scopo fondamentale di trasmettere aderenza e trazione.

L’appoggio plantare

Prima di passare alla prova della scarpa, è necessario individuare il proprio appoggio plantare.
Dopo la fase aera del passo, il peso del corpo si scarica sul terreno e l’arco plantare tende a cedere lievemente verso l’interno accumulando energia elastica che restituisce nella fase di spinta. Questo effetto, che viene definito come “pronazione fisiologica” è caratteristico del tipo di appoggio normalmente chiamato neutro.


Quando però questo effetto è accentuato l’appoggio è da iperpronatore (overpronator)

Al contrario se l’effetto avviene nella parte esterna del calcagno parleremo di atteggiamento supinato (underpronator)

Questi diversi tipi di appoggio richiedono una concezione di scarpa diversa che deve tendere, se non a correggere, a “limitare” l’eventuale difetto, garantendo al piede il miglior appoggio possibile, per evitare di creare spiacevoli traumi legati a tutta la catena muscolare interessata.

Conclusioni

La scelta della giusta scarpa da running è un intervento molto delicato, a volte anche un buon investimento. In base all’utilizzo che se ne fa, le scarpe risultano essere più o meno longeve. Questo aspetto è legato soprattutto al materiale dell’ammortizzamento e alla lunghezza degli allenamenti e gare scelte. Tenete conto che una scarpa da running ha una vita media di 500-1000km a seconda del tipo di utilizzo, dello stile di corda e del fondo su cui correte.

Quando sceglierete la vostra scarpa da running, dunque, oltre ad affidarvi alla vostra sensibilità e al vostro comfort, lasciatevi consigliare da un esperto che saprà vestire al meglio il vostro piede.

Non è la marca della scarpa che porta comfort ma le vostre esigenze, i vostri obiettivi e la vostra sensibilità.

E allora, “Leave your footprint…..and have fun!”

*Articolo in collaborazione con Federico Garavaglia

Bibliografia

  • Coll Antropol. 2015 Jul;39 Suppl 1:147-51, An Explanation of the Influence on Deciding which Type of Foot Strike to Use when Running Barefoot or in Minimalistic Shoes. Dolenec A, Radi P, Strojnik V.
  • https://runningpassion.lastampa.it/news/scarpe-running-co-a1a2a3a4…scelta-modelli-e-categorie-13030
  • https://www.maionestore.com/content/7-trovare-la-scarpa-da-corsa-giusta
  • https://www.asics.com/it/it-it/sports/running/preparation/anatomy-of-a-running-shoe-the-11-main-parts

Osteopata, Coach e fondatore del progetto UnconventionalFit

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